Giambattista Giorgi con LAKLAND: musica, professione e vita


Nuovo artista Lakland: ufficializziamo la nuova collaborazione con Giambattista Giorgi, bassista, sessionman e docente.

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Ciao Giambattista,

innanzitutto benvenuto nella famiglia Lakland!

Il nostro incontro è avvenuto quasi per caso e dopo aver visto il tuo sito  http://www.gbgiorgi.net siamo rimasti stupiti dall’estrema completezza del tuo percorso.

Ci racconti un po’ quali sono le tue attività oggi?

Ciao a tutto lo staff di Backline, innanzitutto vi ringrazio per avermi voluto in famiglia, ne sono onorato.

Attualmente continuo nella mia attività principale di musicista professionista a tempo pieno, che negli ultimi anni mi ha portato in giro per il mondo con alcuni artisti italiani e stranieri, oltre a questo continuo nella attività didattica in alcune scuole di musica con le quali collaboro da diversi anni, oltre ad una fitta attività in studio di registrazione.

Per quanto riguarda i progetti personali, lavoro con la ACB (Alex Carpani Band), con la quale ho avuto modo di suonare in giro nei più bei festival di musica Rock Progressive del mondo, a fianco di artisti italiani e stranieri meravigliosi come Aldo Tagliapietra, Bernardo Lanzetti, Lino Vairetti, ed i due mostri inglesi del prog David Jackson (l’ex saxofonista dei Van Der Graaf Generator), e David Cross (l’ex violinista dei King Crimnson). Anche quest’anno saremo in tour proprio con i due David (Jackson e Cross),  ed è in previsione la produzione del nostro quarto album.

Ho in cantiere tanti altri progetti di varia nartura, ma per il momento preferisco non divulgare…Diciamo che in generale l’attività dal vivo e quella didattica sono quelle che mi occupano la maggior parte del tempo. 

E andando indietro nel tempo, come è iniziato tutto?

Ho iniziato a suonare la chitarra classica di mio padre ed il pianoforte di mio zio all’età di 12 anni, un po da autodidatta e curioso ma anche prendendo qualche lezione privata.

In realtà la mia passione era la batteria, ma poi sono passato al basso elettrico per puro caso a tredici anni, assolutamente inconsapevole di quale strumento si trattasse, a causa della mancanza del bassista nel mio gruppetto delle scuole medie. Appena imbracciato il mio primo basso elettrico, regalatomi da mio zio musicista, è stato amore a prima vista.

Ho avuto un percorso un po’ strano e se vogliamo contrario alle mode, nel senso che fin da subito ho iniziato a suonare il basso su brani di rock progressive come Tarkus degli Emerson Lake & Palmer e brani di quel mondo anni 60′ 70 di band come PFM, Genesis, New Trolls o Weather Report per intenderci, a causa dell’assiduo ascolto dai vinili di mio padre, ed al casuale incontro con un tastierista di appena 12 anni appassionato di quel genere, che voleva suonare questi mostri di canzoni e con il quale poi ho suonato per oltre dieci anni nella band di rock progressive “Barock Project” (con la quale abbiamo sfornato tre album che hanno ricevuto un ottima critica dagli esperti del settore in giro per il mondo). Tutto ciò nonostante io fossi innamorato del POP italiano dell’epoca (parliamo degli anni 90), il mio primo trio alle scuole medie aveva appunto come repertorio ELP, New Trolls, Genesis, per finire a Ramazzotti, Jovanotti e Zucchero. Ho iniziato a suonare in giro per locali della mia zona già all’età di quattordici anni, da allora avevo già capito che avrei voluto fare il musicista nella vita.

Per farla breve, negli ultimi ventanni ho dedicato la mia vita alla musica, cercando di evolvermi musicalmente, studiando tanto soprattutto dalle centinaia di dischi e cd che ho comprato negli anni, suonando dal vivo ancora di più, qualsiasi genere di musica mi venisse chiesto di suonare, facendo didattica musicale e registrando in studi di registrazione. 

Ecco perchè puó sembrare strana la quantità di esperienze eterogenee che puoi trovare nel mio curriculum. Diciamo che ho suonato dal vivo e registrato dischi che vanno dal Liscio al Metal, Passando per il Jazz, anche se la mia grande passione rimane per Il Progressive rock e Jazz-Fusion, nonchè il pop italiano ed internazionale.

Quando è arrivato il primo Lakland e cosa ti ha portato a scegliere di avere una piccola scuderia di questi bassi?

Guarda posso dire di essere stato uno dei primi ad avere un Lakland proprio quando Lakland aveva raggiunto da poco l’Italia, e ne rimasi da subito stupito. Ma la svolta l’ho sentita negli ultimi anni, quando mi sono deciso a comprare un Lakland 55-02, seguito da un Darryl Jones.

Innanzitutto ho sentito subito un grande feeling fisico con lo strumento, in particolare con il manico ed il corpo, che si addicono perfettamente alla mia struttura fisica. La cosa che più mi ha lasciato di stucco però è stata la versatilità di suoni e la completezza nei vari registri di frequenze che Lakland ha.

Quando si suona a livello professionale, è necessario avere a disposizione più tipi di sonorità  e strumenti possibili, in modo da soddisfare le esigenze artistiche della persona con cui stai lavorando, cosicchè per me era normale andare in studio o dal vivo con diversi bassi elettrici, per stare tranquillo di avere qualsiasi tipo di suono necessario. Con Lakland ho risolto il problema delle molteplici sonorità, perchè con la configurazione di elettronica che ha, posso ottenere in un istante parecchi suoni ma soprattutto quelli più conosciuti e richiesti dal mercato musicale.

Essendo un bassista principalmente cinque corde, in Lakland ho trovato la più bella e potente quinta corda mai sentita. Per fare un po di ironia, ci sono stati periodi in cui mi è capitato di dover fare due tour contemporaneamente, e spesso senza neanche avere la possibilità di fare le prove, direttamente sul palco con l’artista a colpo sicuro, con il pensiero di dover sdoppiare la mia mente ed il mio suono in base alle caratteristiche di quegli artisti. Bene, nel delirio più totale quando non sapevo come fare con i due set up di strumentazioni diversi da utilizzare nello stesso periodo, c’è stata la versatilità di Lakland ad aiutarmi. 

Quando esco di casa per andare a suonare, ormai non mi preoccupo più di cosa devo prendermi dietro come una volta, adesso c’è Lakland e passa la paura!

Sogni e progetti futuri?

Questa è una domanda alla quale ti rispondo in maniera celere: Sogni tantissimi, progetti tantissimi, fosse per me suonerei ventiquattro ore al giorno, ma aimè qualche volta devo pur dormire anche io! 🙂 Comunque ti lascio dicendoti che il mio più grande sogno futuro, nonchè progetto attuale, è quello di far sognare, con la mia musica, le nuove generazioni di ascoltatori e appassionati di quella stessa musica che, fin da quando ero bambino, ha fatto crescere e sognare me.

Ecco la pagina di Giambattista sul nostro sito: < ahref=”http://www.backline.it/ita/it/index_page1.php?page1=dettartisti&id=73″&gt; CLICCA QUI!

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GIAMBATTISTA GIORGI– SESSION PLAYER, ALEX CARPANI BAND

Giambattista Giorgi è un bassista classe 1982, nato a Bologna, inizia a studiare chitarra classica all’età di dodici anni per poi passare definitivamente al basso elettrico all’età di tredici anni.

Ha lavorato come session man per diversi artisti italiani quali Anna Oxa, Umberto Tozzi, Alan Sorrenti, Alberto Bertoli, Annalisa Scarrone, Alberto Camerini, Matteo Becucci e tanti altri.

A livello internazionale, ha lavorato con i Barock Project, band di rock progressive con 3 album all’ attivo (Misteriose Voci, Rebus, Coffee in Neukolln – Musea Records), e con Alex Carpani Band, con tre album all’attivo (Waterline, The Sanctuary e Four Destinyes, quest’ultimo prodotto dall’etichetta inglese Festival Music), suonando nei più importanti festival di progressive rock del mondo assieme a musicisti quali David Jackson (ex membro Van Der Graaf Generator), David Cross (ex membro dei King Crimson), Aldo Tagliapietra, Bernardo Lanzetti, Lino Vairetti e altri.

Nel 2004 ha vinto il premio come miglior bassista rock al concorso “Moebius music festival”,                      nel 2014 il premio con borsa di studio “Massimo Mutti”  per i corsi di alto perfezionamento musicale di Siena Jazz, dalla delegazione di musicisti quali John Taylor, Julian Siegel, Diana Torto, Massimo Morganti e Tomaso Lama.

Oltre all’attività live e studio, affianca una lunga attività didattica:

Autore del seminario sulla musica rock progressive intitolata “Progressive Concepts”.
Ha insegnato presso Music Academy Since 1999, Accademia di musica moderna, Scuola di musica Bernstein ed altre.

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